La parola allevamento o allevatore, ha per molti un significato negativo,
erroneamente si associa ad una inutile manipolazione genetica e all
uso strumentale dei cani per ottenere un profitto. Si immagina chi alleva,
proprietario di un numero considerevole di soggetti, a cui si offre una
pessima qualità di vita: reclusi, stipati in canili e sfruttati al
pari di un allevamento di polli intensivo.
Purtroppo questa idea è destinata a perdurare nel tempo per la mancanza
di una seria informazione che aiuti a comprendere le differenze profonde
tra chi alleva e chi vende cani e dallassenza di paletti
che differenzino il commerciante da chi è seriamente impegnato nellallevamento.
Difficile per i neofiti coglierne le differenze: il pedigree, purtroppo
viene rilasciato sia ai commercianti che agli allevatori e sarà
difficile per i non addetti ai lavori distinguere un pedigree
di seria selezione, ricco di cani che hanno fatto la storia di una determinata
razza, da un pedigree pieno di nomi pressoché sconosciuti.
Ogni razza ha una sua storia, una sua evoluzione, fatta di un lavoro iniziale
per fissare uno standard cioè dei parametri utili per il lavoro specifico
di ogni singola razza e un lavoro successivo per migliorarne le caratteristiche.
Chi alleva svolge, prima di tutto, una importante operazione culturale e
ogni allevatore può essere considerato tale solo se è capace
di conservare e migliorare il lavoro di chi lo ha preceduto. Senza gli allevatori
le razze non esisterebbero più e perderemmo un enorme patrimonio
culturale.
Conservare e migliorare non coincidono con il profitto.
Lallevatore sacrifica gli interessi personali, le finanze, le amicizie,
una vita sociale, il proprio tempo, i mobili e i divani della propria casa.
Rinuncia alle vacanze per andare in esposizione. Si emoziona vincendo un
raduno con un proprio cucciolo ma determinato a salire un altro gradino
verso il tipo che ha in mente.
Il commerciante invece produce cuccioli senza un criterio di
selezione, al di fuori dello standard, un atto vandalico, non rispettoso
del lavoro di chi ha contribuito, con fatica, a creare una razza
di cui oggi possiamo ammirarne le caratteristiche morfologiche e caratteriali.
Caratteristiche per le quali ci innamoriamo di una razza piuttosto che di
unaltra.
Comprando un cane di razza si compra il frutto di un lavoro svolto nel tempo,
nei secoli, un lavoro fatto di studio, intuito, tentativi e anche di un
pizzico di fortuna. Chi alleva dà un piccolo contributo e un
tocco personale allevoluzione di una certa razza, migliorandone
le caratteristiche ed evitando di perderne le qualità.
Lallevatore, generazione dopo generazione, studia ogni accoppiamento
in base a ciò che vuole migliorare nelle sue femmine, sceglie un
maschio per le sue qualità di riproduttore, per la linea di sangue,
il fenotipo. Sceglierà a prescindere dalla distanza o dai costi,
anche se elevati. Ogni accoppiamento è una sfida, una scommessa tra
ciò che si è imparato dalla propria e dalla esperienza degli
altri e la combinazione tra i geni dei riproduttori.
Lallevatore non è colui che produce una eccessiva quantità
di cuccioli, di bassa qualità, lontani dallo standard, ma chi ha
una buona qualità di cani, chi non eccede nel numero dei cuccioli
prodotti e lavora allinterno di certe linee di sangue. Niente a che
vedere con il commercio.
Ogni cucciolata è studiata per mesi, ogni passaggio di generazione
rientra in un progetto, una idea di fissare certe caratteristiche
e perderne altre di minore qualità. Chi alleva partecipa con ansia
al parto della femmina, sdraiato nella cassa parto, anche per una notte
intera, stravolge i suoi orari per seguire una cucciolata alzandosi mille
volte le prime notti per controllare che tutto vada bene. Vive la gravidanza
e il periodo dellallattamento in simbiosi con la femmina e trascorre
molto tempo in compagnia dei cuccioli, studiandoli, osservandone i temperamenti
e la struttura.
Al contrario il commerciante segue solo il criterio del profitto,
fa accoppiare cani che hanno poco in comune tra loro o troppo, produce troppi
cuccioli di bassa qualità, che vende ad un prezzo stracciato, secondo
la regola pochi costi molto guadagno.
Un accoppiamento è ben riuscito solo se la progenie supera in qualità
i genitori, al contrario una cucciolata dello stesso livello di 2 genitori
mediocri o di livello inferiore è inutile e a volte dannosa.
Chi alleva non produce un numero di cuccioli eccessivo e non ha cuccioli
disponibili nel corso di un intero anno!
Inoltre, seleziona con attenzione i futuri proprietari dei propri cuccioli,
li tempesta di domande, è pronto a dire NO se questi non sono in
grado di fornirgli delle eccellenti garanzie per una buona qualità
di vita futura. E ancora sarà accanto ai proprietari del cucciolo
per tutta la vita del cane pronto ad aiutarli con consigli e correggere
gli errori.
Allevare è una dispendiosa passione, una faticosa strada in salita
fatta di mille intoppi ma motivata dal grande amore che ognuno di noi ha
per i propri cani.
Chi ama i propri cani non potrebbe neanche immaginare di sfruttarli per
far soldi!!! Al contrario spende delle enormi quantità di denaro
per tenerli in forma e dargli una vita felice.
Per allevare bisogna essere forti, tenaci in grado di subire il peso di
mille sconfitte e frustrazioni, bisogna avere la disponibilità di
trascorrere ore al telefono con sconosciuti non stancandosi di spiegare,
dare consigli, mentre con laltra mano prepara le ciotole per i propri
cani, pulisce la nursery o si rincorre un cucciolo che tenta di divorare
la pianta a cui teniamo di più, ma lamore e la gioia di condividere
la vita con i nostri cani, la felicità di produrre un campione nato
nel proprio allevamento e tutte le emozioni che i nostri cani ci regalano
fanno la differenza tra chi alleva e chi utilizza i cani per fini commerciali.
